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Qui vengono esposte tutte le opere pittoriche dell'autore.


AGAMENNONE

Agamennone_02

























Olio su tela
120x120 cm

L'opera fa parte del polittico sul Teatro Greco, insieme al seguente "Eracle" oltre a "Baccante" e "Aiace" (in corso d'opera).
La scena vede rappresentati Clitemnestra, con aria austera e ferma, Egisto, ammantato d'oscurità come tenebroso agente del fato, della volontà delle Moire, Agamennone, impotente a terra, e un servitore armato di schiena. Il regicidio è una tragedia che il destino esige, perché la tradizione e gli antichi poteri che si sono macchiati e resi impuri (facciamo riferimento al sacrificio di Ifigenia) non sono più degni della regalità. Se esiste il male al fin di bene, pure non esiste azione che resti impunita dal fato. Sangue chiama sangue, finché non sorga chi possa a questo destino svincolarsi e spezzarlo. L'oro delle corone, come l'Oro del Reno, come l'anello del Nibelungo, chiama l'eroe puro che ne merita la conquista e ne regge il peso.


ATLANTE


Atlante

















[Le dimensioni riportate nell'immagine non sono quelle reali in quanto l'opera è un quadrato perfetto e manca qui della parte superiore]
Tempera su carta
49x49 cm


ERACLE

































Olio su tela
100x70cm
Esposto presso il Liceo Classico Statale "G.Perticari" di Senigallia


Diceva Eraclito in uno dei suoi frammenti "Dioniso e Ade sono lo stesso dio". Con queste parole egli intendeva che rigenerazione e putrefazione, vita e morte coincidono e sono l'una nell'altra perché sopra di esse vi è l'Eterno, quella verità oltre la vita ed oltre la morte che per mezzo della tensione tra le due, sovrano, si perpetua al di sopra di esse. Il mito greco attinge allo stesso Eterno e la bellezza tende verso la stessa Verità eterna. L'arte è metafora della morte e della vita. Nell'opera un soggetto reale viene ucciso nella sua rappresentazione eppure risorge come cosa terza, che vive di una vita in un Terzo Mondo. Ecco quindi che Eracle, quando ha toccato il massimo orrore, quando si è annientato nella più tremenda forma, uccidendo le forme di se stesso ove si era riversato con amore, ovvero la moglie e i figli, si volge alla luce. Una luce che è oltre la morte e oltre la sua singola vita, una luce che lo bagna più del sangue, che scivola via da lui come un panno trascinato dal proprio peso, lavandolo da esso, liberandolo di quel legame ctonio, antico e potente. C'è tragedia, ma non c'è dramma. Tragedia è il duro cammino verso l'Eterno, l'essere condannati a vincere.


LA FENICE

Fenice_4






























Olio su tela
100x60 cm

La Fenice... Creatura leggendaria segno di Rinascita e di Eternità, che ciclicamente muore e poi risorge dalle proprie ceneri. Ed è in questo atto simbolico che l'autore ha deciso di rappresentare il mitico animale, infondendogli altri significati.
Partiamo dalla parte bassa del dipinto. Troviamo qui delle allegorie che spiegano simbolicamente la Rinascita, oggetto centrale di tutta l'opera. Come il pittore ci mostra, essa si compie in tre elementi, primo è lo scheletro del cranio della Fenice, rappresentazione del corpo, fisico e non solo, il quale supera la morte, rappresentata nel teschio di fumo ribaltato, e con la forza della volontà di vivere, quivi simboleggiata dalla mano tesa verso l'alto, risorge fiammeggiante.
Infatti abbiamo una fiamma, più che un incarnato, ed una figura umana, prima che un corpo fisico. Vediamo la Donna che è nella Fenice. Proprio lei è sia colei che fa risorgere, ma può essere anche letta come colei che sorge, soggetto e oggetto della Rinascita, senza dimenticare che appare quasi come un angelo fiammeggiante con quell'ala sulla schiena. Inutile dire nulla sulla figura della donna-angelo, vagamente richiamata, a cui l'autore tributa ancora un valore che non è solo letterario.
Concludiamo con la spada piantata sotto la Fenice. Abbiamo sì un richiamo alla Croce ed alla Resurrezione, ma la lama è inoltre simbolo della lotta. Non è forse ogni rinascita frutto di battaglie e di fatica, come si nota nella testa china della Donna-Fenice? Inoltre non si rinasce forse, oltre che lottando, anche per lottare nuovamente?


LA FIAMMA

La_Fiamma


























Tempera su carta
Formato A3


GUANTO & MANODOPERA

Guanto_e_manodopera_di_Sinatti_Federico_2

















Acquerello e acrilico su carta
35x50 cm

L'opera concorse al bando Dipingere la Sicurezza sul Lavoro indetto dalla sede Inail di Pesaro e si conquistò la selezione per i 35 lavori in esposizione.
Inutile fare osservazioni sull'impatto visivo e la moderata cruenza dell'immagine.


LETTORE APPASSIONATO

Lettore_appassionato


















Tempera su carta
Formato A3

L'opera è stata realizzata per la partecipazione del Concorso Come un romanzo intitolato alla prof.ssa Luisa Gasperini, indetto nell'anno 2010 presso il Liceo Classico e Psico-Pedagogico "Giulio Perticari", che l'autore ha poi vinto nella sessione Scrittura.
Nell'opera il tema del concorso "I libri, pur necessari, non parlano da soli" viene svolto rappresentando l'unione di sensi e di sentimenti tra la figura maschile ed il libro stesso, che prende le sembianze di una donna in un casto bacio. L'uomo emerge dalla pagina tramite l'epediente del colletto e della cravatta che si perdono nel foglio, così come la fiugura della donna emerge dal volume. Nelle pagine del tomo è possibile leggere alcuni frammenti di autori d'amore quali Saffo, Orazio, Catullo, Dante, Petrarca, Shakespeare, Il "Faust" di Goethe, Edmond Rostand, Leopardi... Fino ad alcune parole di "Luci a San Siro" di Roberto Vecchioni e "Minuetto" di Mia Martini.



LOKI

Loki

























Acquerello e acrilico su carta
50x35 cm

Loki, il dio nordico dell'Inganno, viene qui rappresentato ispirandosi all'attore Ralph Fiennes (che interpreta Voldemort in Harry Potter), in un ghigno maligno.
L'intera immagine si ispira ad un disegno di Oliver Coipel comparso sulle pagine del fumetto Marvel Thor.


NASCITA DI ATENA - PENSIERO POTENTE

Nascita_di_Atena_-_Pensiero_Potente


























Acrilico su carta
100x 75 cm

Atena viene qui partorita, come secondo il mito, dal cranio di Zeus. Essa fuoriesce in armi ed urlante dalla mente del padre come lava incandescente dalla nera roccia di un vulcano.
L'opera si carica di altri conenuti più profondi sull'origine del pensiero e sulla forza dello stesso, incarnato nell'opera dalla dea Atena.


PALUDE AUSTRALIANA

Palude_Australiana_02



















Olio su Tela
35x45 cm

Immagine ispirata ad una fotografia passata all'autore per gentile concessione di Lorenzo Guidi.



SILVER SURFER


Silver_Surfer

























Acrilico su tela
80x60 cm


SUPERMAN


Superman

























Acquerello e acrilico su carta
50x35 cm

Ispirato ad una delle cover di Alex Ross per Kingdom Come.


"VAE VICTIS! QUIA VICTOS ERITIS!"

Vae_Victis_02
























Olio su tela
100x100 cm

Dedicato a coloro che così indegnamente comandano dai più alti colli di Roma.


LA VALCHIRIA

La_Valchiria





















Tempera su carta
Sezione di A3

L'iconografia richiama nella Valchiria, mitica figlia, assieme alle altre sorelle, del dio nordico Odino, la figura della Dea Atena, dea anch'essa della guerra.
Nel dipinto, non privo di numerosi errori nelle proporzioni anatomiche, Il guerrirero caduto in battaglia riceve dalla dea dell'Idromele, prima di intraprendere la sua ascesa al Valhalla. Il tutto si svolge alle spalle di un insieme di caduti e di armi.



THE WALL

The_Wall_02





























Affresco su intonaco (supporto tavoletta di compensato)
50x60 cm

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